Obblighi e responsabilità dei datori di lavoro per la mancata nomina dei RLS

Obblighi e responsabilità dei datori di lavoro per la mancata nomina dei RLS

Il Decreto Legislativo 81/08, all’art. 2, definisce il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, di seguito citato come RLS, “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”. Il medesimo Decreto 81/08 successivamente, all’art. 18, tra gli obblighi dei datori di lavoro in ordine al RLS prevede:

• la consegna tempestiva al RLS, su richiesta di questi, di copia del documento di valutazione dei rischi.

• consultare il RLS nell’ipotesi di valutazione dei rischi, nomina RSPP ecc.

comunicare all’Inail i nominativi dei RLS.

Una intera Sezione (la VII) del titolo I del D.L.vo 81/08 è dedicata al tema “Consultazione e partecipazione dei Rappresentanti dei dei Lavoratori” e prevede, all’art. 47, che:

• in tutte la aziende, o unità produttive, è eletto o designato il RLS.

• nelle aziende che occupano fino a 15 lavoratori il RLS è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’art. 48

• nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il RLS è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il RLS è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

Le attribuzioni del RLS, così come delineate dall’art. 50 del D.Lvo 81/08,: – dall’accesso ai luoghi di lavoro, alla consultazione preventiva e tempestiva in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica di tutti gli atti fondamentali.

È evidente, pertanto, come il RLS sia una figura fondamentale nell’ambito del sistema di prevenzione aziendale ed un punto di riferimento essenziale anche per il sistema di prevenzione pubblico nel suo insieme: deve essere, infatti, coinvolto non soltanto da parte del datore di lavoro, ma anche da parte degli organi competenti in tutta una serie di attività fondamentali.

Da questo complesso di norme, emerge con nettezza l’esigenza che siano eletti o designati i RLS. È altrettanto evidente, inoltre, che questa esigenza è e deve essere il risultato di un processo più generale di crescita culturale complessiva del nostro tessuto produttivo e sociale che individuano nella presenza attiva e non formale di queste figure uno dei presidi più importanti per l’attività di prevenzione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Possibili casi  Obblighi del datore di lavoro(D.L.)
I lavoratori eleggono o designano il/i RLS Il D.L. ne comunica il nominativo all’INAIL entro il 31 Marzo di ogni anno.

Il D.L. provvede ad inviare il/i RLS al corso di formazione presso un’agenzia formativa accreditata

I lavoratori non eleggono un RLS al proprio interno (In questo caso devono darne comunicazione al D.L.)  Il D.L. non deve fare alcuna comunicazione all’INAIL

Il D.L. comunica all’organismo paritetico la mancata elezione del RLS

L’organismo paritetico gli comunica il nominativo del RLS territoriale.

In entrambi i casi il D.L. ha l’obbligo di informare i propri lavoratori sul loro diritto ad eleggere un RLS e su quelle che sono le sue funzioni.

 

Dal complesso di queste disposizioni si evince che anche la componente datoriale, sia sul piano individuale, sia sul piano associativo si deve sentire incaricata di un compito di grande rilievo, sul piano della responsabilità sociale delle imprese, a promuovere e sostenere, con tutte le iniziative del caso, l’adempimento fondamentale della elezione o designazione dei RLS.

Sappiamo bene, invece e purtroppo, quanto sia problematico di questi tempi avere nei luoghi di lavoro un clima positivo di rapporti fra le varie componenti, pur nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità dei soggetti interessati: crisi produttive, precarietà dei rapporti di lavoro, calo delle commesse e simili situazioni incidono profondamente sugli atteggiamenti personali inducendo meccanismi di autotutela che devono essere superati e rimossi in positivo, non superficialmente registrati e strumentalmente condannati.

 

Prende consistenza, finalmente, in Sicilia la presenza degli RLS territoriali, nel comparto artigiani, per l’esercizio di attribuzioni importantissime: ad es. il diritto d’accesso nei luoghi di lavoro che deve essere preavvisato, ma che non può essere impedito pena segnalazione al medesimo organismo paritetico o all’organo di vigilanza. Tutto questo ovviamente tra mille intuibili difficoltà (ad es. la dispersione territoriale).

Ritengo, in sostanza, concludendo, che gli obblighi in materia di RLS in capo ai datori di lavoro sono particolarmente stringenti e di conseguenza anche le responsabilità si configurano di fatto in una serie di atti ben precisi e concreti: dalla rimozione di tutti gli ostacoli che possano inibire l’attuazione del dettato normativo alla promozione di iniziative concrete che mettano i lavoratori di fronte a determinati adempimenti, fino a vere e proprie disposizioni da parte del titolare dell’azienda.

Appare, quindi, logico concludere che a regime normativo vigente non dovrebbero esistere casi di mancata nomina e, quindi, casi di aziende prive di RLS, ovvero di RLS territoriale o di sito produttivo, con relativi obblighi e responsabilità per i datori di lavoro.

 

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